Domani

Pubblicato: 20 novembre 2010 in Uncategorized

Domani è già oggi e io lo temo.

Dovrei essere felice ed invece sono spaventata. Questo momento è stato preceduto da giornate nervose, in cui mi sono ancora di più disinteressata di tutto ciò che mi circonda e sono stata pronta ad azzannare chiunque, anche se ho mantenuto, a stento, un po’ di controllo.

Da domani molte cose cambieranno, e io non so come affrontarle. Non lo so per incapacità, mi mancano i fondamentali. Dovrò trovare un nuovo equilibrio ma non so da dove cominciare perchè non ho idea di cosa esattamente mi troverò di fronte. E ho paura che mi tornerà l’ansia.

Non è un caso, infatti, che dopo mesi di silenzio senta la necessità di sfogarmi qui. Eppure non lo faccio apertamente perchè temo che neanche questo luogo sia sicuro. Forse sto diventando paranoica.

Domani mattina dovrei svegliarmi presto, ma non riesco ad andare a dormire per far durare più a lungo questa ultima giornata prima dell’evento. Forse non cambierà nulla, o forse mi aspetteranno giorni felici, o forse ci sarà una resa dei conti. Comunque sia, niente sarà più uguale ad oggi, e da grande vigliacca vorrei nascondere la testa sotto la sabbia.

xxx

Pubblicato: 12 agosto 2010 in Uncategorized

Sono sempre stata terrorizzata dall’idea di impazzire.

Ogni volta che incontro per la stada persone che hanno perso la loro lucidità e che si aggirano farneticando persi nelle loro ombre ho il terrore che quello potrebbe essere il futuro che mi è stato riservato dal destino.

E quando l’ansia mi aggroviglia i pensieri, così come mi sta accadendo ormai da settimane, mi convinco sempre di più che non ho scampo. Sono stanca di sopravvivere lottando con il mio demone. Non ho più l’energia che un tempo mi spingeva a lottare.

Ho perso il mio centro. Non sono più padrona dei miei pensieri, e soppeso ogni mia parola lanciata all’esterno per accertarmi che niente dei miei deliri possa trasparire da ciò che dico.

Non riesco a riemergere dal pantano che mi circonda, e più mi agito e più mi manca l’aria.

Penso, rifletto, cerco di razionalizzare, di interiorizzare le mie paure che ormai conosco più di me stessa. Ma è tutto inutile. Il panico mi assale, irrazionale, incontenibile, atroce nella sua follia.

Credo di non avere più speranze, le mie crisi sono cicliche e ogni volta più violente.

Stasera la mia amica, stizzita – e a ragione – della mia incapacità di rientrare nel mondo degli esseri che pensano secondo sequenze logiche comprensibili, mi ha detto chiaramente che se non ce la faccio da sola devo farmi aiutare.

E che aiuto può ancora sperare di ricevere chi, negli anni, le ha provate tutte?

Se almeno perdessi anche l’ultimo barlume di lucidità potrei lasciarmi andare per sempre in quel non ritorno che mi spaventa così tanto.

Panico estivo

Pubblicato: 7 luglio 2010 in Uncategorized

Attacco d’ansia assolutamente immotivato!

L’ho sentito salire questa mattina sulla strada del lavoro. E’ cominciato come una morsa lieve allo stomaco che ho ingoiato con un cappuccino. Poi ha continuato a fare capolino per tutta la giornata e ora ha rotto gli argini.

E’ uno stato di allerta che mi obbliga a temere l’arrivo imminente di una catastrofe, ma non so da dove arriverà. Ho paura a tentare di calmarmi, perchè vorrebbe dire abbassare la guardia ed essere vulnerabile se e quando qualcosa di imprecisato mi colpirà.

Sarà colpa del caldo, di questo mese che odio più di tutti perchè negli anni ha portato con se gli eventi più tragici che mi sono accaduti, sarà che sono insoddisfatta, insofferente …. sarà che ci possono essere tante spiegazioni razionali ma resta il fatto che ho paura.

Facciamo un gioco?

Pubblicato: 19 giugno 2010 in Uncategorized

Ancora una volta sono impotente!

Ancora una volta la nausea e il disgusto hanno il sopravvento, e per difendermi cerco di fuggire alla realtà rincorrendo un mondo interiore dove i valori in cui credo, quelli miei, dettano le regole.

Già in passato, almeno un’altra volta, mi è successo di accorgermi che non avrei potuto fare nulla per oppormi a giochi più grandi di me.

Se non ci stai puoi solo uscire dalla partita e sapere che non ti daranno più un’altra chance. Bisogna però imparare ad abbozzare, a rassegnarsi al fatto che, se continui ad essere coerente, devi solo accontentarti degli avanzi, se rimangono quando il banchetto è finito.

Se vuoi giocare, le regole sono quelle!  Se ti fanno schifo e ti chiami fuori non lamentarti se resti inesorabilmente indietro. E’ una questione di compromessi, fino a dove si arriva?

Allora, che dite? Che gioco facciamo?

Si, vabbè, ma che vuoi dalla vita?

Pubblicato: 15 giugno 2010 in Uncategorized

Insofferenza !!!!!!

Sarà il caldo, il lavoro appallante, la pigrizia tipica del clima caldo (a parte che a me è già presa dalla primavera), ma ultimamente mi annoio con una grande facilità e soprattutto non mi diverto più.

O meglio, non mi divertono più le cose che mi divertivano prima, non mi ritrovo più con le persone che ho sempre frequentato, non ho nessun fuoco che mi spinge ad agire.

Ok, è facile dire che sto invecchiando. Però,  anche se ho appena lambito i 40, non credo di essere proprio sull’orlo della pace dei sensi.

E’ vero che sono sempre stata molto selettiva, ma porca miseria, ora non mi sta bene più nessuno, uomini o donne che siano, vorrei sempre essere altrove ma non so dove, fare altro ma non so cosa ….

Vivo nell’attesa di eventi che verranno,  quando si avvicinano mi disturbano perchè alterano il mio equilibrio statico, quando passano mi viene l’ansia perchè ripiombo nella mia monotonia.

Si accettano suggerimenti, intelligenti però !!!!!!

Mondiali ridotti

Pubblicato: 14 giugno 2010 in Uncategorized

Strana l’attesa della prima partita dell’Italia in questi mondiali in una casa senza uomini.

Resto emotivamente legata ai mondiali del 1982, i primi e gli ultimi vissuti in totale goliardia. Allora ero pressochè bambina, e si organizzavano grandi gruppi di ascolto: in quei casi l’occasione dei mondiali era la scusa per stare fuori casa. E non c’era genitore che osava negare il permesso!

Da li i miei ricordi saltano al 1994. Ma era già tutto molto più triste: la fine di una storia con un ragazzo che non sopportavo più, e quelle partite viste insieme erano un incubo!

Vaghi ricordi del 2002 per arrivare al 2006, dove mi sovviene vagamente una partita vista in un posto esclusivo a Sorrento.

Stasera sarò a casa da sola, non conosco neanche un giocatore. Da quando non c’è più mio padre non ho neanche la scusa del pranzo o della cena in famiglia per accorgermi distrattamente di qualche nome durante un tg e le mie conoscenza restano tuttora quelle della mitica- per me – nazionale dell’82.

In fondo, a chi non intereressa il calcio, questi eventi inducono senza volerlo a ripensare la vita in base a quelle tappe: dov’eri, che facevi, con chi stavi. Il mondiale non è altro che uno dei tanti pretesti che ti ricordano di quanto scorre veloce il tempo: si balza di quattro anni per volta, come la sfiga dell’anno bisestile!

Nel dubbio se guardare in solitaria questa partita o leggere un libro, mi vado a preparare un succulento piatto di pasta.

Approdo qui

Pubblicato: 13 giugno 2010 in Uncategorized

“Sono qui perchè ho bisogno di un’altra identità. Quindi non mi presento. Io non esisto altrove.
Sono qui perchè non voglio più censurarmi, pesare le parole, essere attenta a non espormi.
Sono qui perchè da altre parti chi legge sa chi sono, e questo troppo spesso limita la mia libertà.”

Con questo post iniziavo un’avventura totalmente privata – sembra contraddittorio visto che per definizione un blog è pubblico- sul cannocchiale. Costretta ad abbandonare quella piattaforma a causa dei continui disservizi, e per dare continuità a questo mio diario personale, pubblico qui alcuni post che non voglio cadano nell’oblio.

21 febbraio 2010 – La costante

Confusione, incertezza
punti di riferimento trovati
e persi immediatamente.
Occasioni rifiutate o aspettate invano.
Nessun rimorso, pochi rimpianti
Ma che fatica dover sempre ricominciare da capo
e convincermi che, finalmente, la prossima volta andrà meglio.
E a quale energie attingere,
che il tempo sta incalzando
inardendomi.

27 febbraio 2010 -Melanconia

Per mesi ogni mattina ho bussato alla tua porta.
Per vedere il tuo sorriso
per consolarti quando eri triste
per alleviare le tue preoccupazioni.

Ora che la tua porta è chiusa
la mia tristezza è immensa.

Tu, in un altro luogo
e io, sola e inutile.

5 marzo 2010 – Oltre la porta

Oltre la porta chiusa
mi è giunta la tua voce.
Ti aspettavo
e mi hai sorpresa.

Ora sono di nuovo in pericolo
e fingo di non capire
ciò che non so neanche di volere.

14 marzo 2010 -Saggezza altrui

Torno dopo qualche giorno di estraniamento, non solo da qui, ma soprattutto da me.
Quella porta si è chiusa inesorabilmente.
Non ha fatto rumore, non ha neanche cigolato un po’, semplicemente è stata sbarrata.
La saggezza altrui ha evitato che commettessi errori.
Io non sarei stata altrettanto saggia, avrei detto “vedo” anche senza carte buone in mano. Del resto non so bluffare.
Ora tutto può riprendere a scorrere come prima, con la stessa inerzia.
Non ho messo nessun piede in fallo, ma il merito non è stato mio.

6 marzo 2010- Saggezza mia

Scrollati di dosso le false illusioni, ti sono servite per sentirti viva. Se ci resti aggrappata ti affondano come zavorre di piombo.
Torna in te, al tuo mondo, che se lo guardi bene, anche se non è perfetto, è quello che hai voluto.
Non aspettarti di più di quello che stai ricevendo, ciascuno di noi ha i suoi limiti, rispettali.
E quando non ti basterà più, sai che puoi andare oltre, che non hai paura, che puoi osare. Le gambe ti reggono ancora, e non hai abbandonato le speranze.

27 marzo 2010 – Indifferenza: saggezza o rassegnazione?

Nel mio mondo mi ci sono immersa di nuovo, rifiutando di pensare che quella parentesi illusoria mi aveva dato linfa vitale. E ho trovato ad aspettarmi il solido affetto inespressivo, che non sa trasmettere calore.
Ora mi sento indifferente. E’ la saggezza dell’età o solo la stanchezza dovuta alla rassegnazione per la privazione della possibilità di esprimere i miei desideri ?
La solitudine mi spaventa, mi ha accompagnato per troppi anni. E da troppi anni ho un compagno assente, che mi permette di illudermi di non essere sola.
Non ho il coraggio di mettermi di nuovo in gioco senza paracadute, ma non si può volare con la zavorra.

19 aprile 2010 – Il mio uomo

Il mio uomo non è vero, non mi appartiene.
Il mio uomo è l’ultima persona a cui aprirei la mia anima.
Il mio uomo non mi è amico.
Il mio uomo è un estraneo che non mi coinvolge.
il mio uomo non sa nulla di me, oltre l’apparenza.
il mio uomo crede che io sia un’altra, nel male che impersono come donna, nel bene dell’immagine che ha di me.
Comunque sia, non sono io.
Il mio uomo non lo sento neanche mio,
è solo un’illusione.
Il mio uomo non sa se l’amo, non lo so neanche io,
nè so se lui mi ama.
Il mio uomo è un incognita
che riempie la mia solitudine.

4 maggio 2010 – Noia

Contrasto la noia con un buon bicchiere di vino.
E pensare che un tempo non sapevo neanche cosa fosse “la noia”, mi vantavo del fatto di non conoscerla, di avere talmente tanti stimoli dentro di me da non avere il tempo di accorgermi di lei.
Poi, pochi anni fa, ha bussato alla mia porta e non se n’è più andata.
Da allora non sono più riuscita a farmi coinvolgere con passione da nessun interesse. Rimango sempre in superficie, parte un progetto e poi, appunto, mi assale la noia, e lascio cadere tutto.
La mia casa è piena di cocci.
A volte, la noia è costretta a cedere il passo all’ansia, quella paralizzante, che ti attanaglia la mente e costringe il pensiero in vortici ossessivi.
L’ansia, che una volta chiamavo angoscia, è l’unica che ancora riesce a contendere lo spazio alla noia, tuttavia mi sto accorgendo che quest’ultima è più subdola: è entrata in silenzio, senza clamore, ha piantato le radici e cresce rigogliosa.
L’Ansia è un uragano, e dopo la tempesta lascia inesorabilmente il posto alla noia.

2 giugno 2010 -Diari

Non sono mai stata brava a tenere i diari, sin da bambina mi capitava spesso di prendere una nuova agenda o un nuovo quaderno con l’intenzione di riportarvi l’essenza delle mie giornate. Di fotografare le emozioni della vita.

Ma non sono mai stata costante.
A periodi di fervore sono sempre seguite lunghissime pause, di mesi se non addirittura di anni.
Ho uno scatolone pieno di diari iniziati e mai finiti.

Però, nonostante l’incostanza, ho fermato attimi importanti, e rileggendole dopo tanto tempo quelle pagine hanno la capacità di far rivivere nitidamente i ricordi.

Credo che la stessa cosa stia accadendo anche a questo blog.

12 giugno 2010 – Istanti

La felicità è rara e preziosa.
I momenti sereni scorrono così rapidamente che non ti accorgi che qualcosa di meraviglioso sta capitando proprio a te, in quegli istanti.
Poi tutto finisce, perchè il tempo non perdona, e ti rimane quel vuoto nello stomaco che ti fa ringraziare la vita per il dono che ti ha fatto e nello stesso tempo ti fa maledire l’incognita del domani.
Che terrore la consapevolezza della caducità.